“VULCANI – Blues nel Montiferru” torna nell’estate 2026 per la sua dodicesima edizione, rinnovando un appuntamento che negli anni si è ritagliato uno spazio originale nel panorama della musica dal vivo in Sardegna. Anche quest’anno la rassegna si svolgerà nel giardino della “Antica Dimora del Gruccione”, albergo diffuso nel cuore di Santu Lussurgiu, luogo che da sempre favorisce un ascolto ravvicinato e partecipato.
L’edizione 2026 propone tre concerti accomunati da una particolare attenzione alle radici del blues, del folk e delle musiche acustiche contemporanee. Tre progetti differenti per provenienza, linguaggio e sensibilità artistica, uniti da una ricerca autentica sul suono e da un approccio essenziale alla performance. Un percorso musicale che attraversa tradizione e sperimentazione, confermando la vocazione di VULCANI alla scoperta di artisti capaci di reinterpretare i linguaggi della musica roots con una voce personale e riconoscibile.
Il festival blues del Montiferru alla “Antica Dimora del Gruccione” presenta un programma eclettico e coinvolgente. Si comincia venerdì 17 luglio con il concerto in solo di Andrea Laino, anima del progetto Laino & Broken Seeds. Attraverso la sua chitarra resonator elettrificata, Laino esplora il lato più primordiale e viscerale del blues, intrecciando suggestioni del Delta, paesaggi del Sud e racconti sospesi tra memoria e immaginazione.
Sabato 25 luglio arriva a VULCANI il folk singer sassarese Beeside. Il progetto di Federico Pazzona si muove tra folk d’autore, fingerpicking e songwriting di matrice britannica, dando forma a canzoni intime e dirette, sospese tra delicatezza e tensione emotiva. Voce e chitarra diventano il centro di un linguaggio essenziale e sincero, capace di trasformare esperienze personali e inquietudini contemporanee in musica.
Sabato 1 agosto chiude l’edizione 2026 il trio sulcitano Feruja. Nato dall’incontro tra Riccardo Spada, Andrea Balìa e il percussionista Mattia Mele, il progetto unisce blues primordiale, musiche del Mediterraneo, elettronica e ritmi dell’Africa occidentale. Chitarre, paesaggi sonori e percussioni dialogano in una proposta originale che costruisce un ponte ideale tra le sponde del mare e le culture che lo attraversano.

Cos’è VULCANI – Blues nel Montiferru?
Nata nel 2014 dalla collaborazione tra TALK ABOUT RECORDS e l’Antica Dimora del Gruccione, la manifestazione è dedicata al blues, alla old time music e al folk americano, e si distingue per il suo carattere intimo e riservato, che mette pubblico e musicisti a stretto contatto. Nonostante la dimensione raccolta, VULCANI ha saputo conquistare negli anni un’attenzione crescente grazie alla qualità della proposta artistica.
Sul palco si sono alternati artisti di rilievo della scena blues nazionale e internazionale come Lone Wolf OMB, The Blues Against Youth, Andrea De Luca, Bonny Jack, Dani Franchi, Francesco Piu, Paolo Bonfanti, Lisa Mills, Femi Precious, John Drain e molti altri. Allo stesso tempo, il festival ha rappresentato un’importante vetrina per nuovi artisti sardi poi affermatisi a livello nazionale, come River of Gennargentu, Don Leone, King Shepherd and the Lost Sheep e molti altri.
Ogni serata non è soltanto musica: il pubblico è accolto in un contesto di autentica convivialità, con cene a base di prodotti locali d’eccellenza e momenti di incontro con i produttori, veri protagonisti del territorio.
Gli artisti di VULCANI 2026
17 Luglio 2026 | Laino & Broken Seeds
Laino & Broken Seeds è un viaggio sonoro che affonda le radici nel lato più sciamanico, primordiale e arcaico del blues. Un progetto che nasce dall’incontro tra suggestioni del Sud, paesaggi evocativi e il richiamo ancestrale di fiumi e terre polverose, trasformati in musica attraverso una strumentazione vintage e viscerale. Al centro di questo universo si trova la chitarra resonator elettrificata di Andrea Laino, capace di raccontare storie sospese tra memoria e sogno: frammenti di passato, visioni vertiginose e l’eco di vecchi dischi consumati dal tempo. Le sonorità si muovono tra blues acustico e derive elettriche, tra boogie distorti e ritmi ipnotici. “Il progetto nato per strada, nell’ottica della street performance, si sviluppa elaborando storie di vita quotidiana: sogni e mitologie nella forma canzone. Affonda le proprie radici nel blues del Delta, scegliendo di articolare i propri pezzi attorno ad un’unica accordatura (open G o “spanish tuning”) esplorata in diverse direzioni”. Dopo l’EP Broken Seeds (2014), la band pubblica The Dust I Own (2017) per l’etichetta tedesca Off Label Records, ottenendo ampi consensi dalla critica e diffusione radiofonica in Europa e negli Stati Uniti. L’ultimo lavoro discografico Sick to the Bone (2021) prosegue questo percorso, ampliando ulteriormente i confini sonori. Registrato prevalentemente in analogico in Italia e mixato a Chicago da JD Foster (già al fianco di Marc Ribot, Calexico e Vinicio Capossela), il disco si spinge verso territori che sfiorano il rock psichedelico e il desert rock, senza mai perdere il legame profondo con l’anima blues. Il risultato è un’esperienza sonora intensa e rituale: un blues contemporaneo che guarda indietro alle sue origini più antiche per reinventarsi in una forma nuova, libera e profondamente evocativa.

25 Luglio 2026 | Beeside
Beeside, pseudonimo del musicista italiano Federico Pazzona, è un progetto che affonda le proprie radici nella tradizione del cantautorato britannico, tracciando percorsi e connessioni tra stili, influenze e sensibilità differenti. Al centro della sua musica si trova una scrittura in lingua inglese profondamente personale, costruita attorno a emozioni viscerali, esperienze vissute e riflessioni intime, distillate in una forma-canzone essenziale, intensa e diretta.Basato principalmente sulla combinazione di voce e chitarra acustica fingerpicking, Beeside sviluppa un linguaggio musicale capace di alternare delicate armonizzazioni e arrangiamenti minimali a testi schietti e talvolta taglienti. Il risultato è una musica che unisce fragilità e forza espressiva, introspezione e tensione narrativa. Finora il progetto ha dato vita agli album Mood Spirals (2012) e Lullabies of Love and Hate (2016), oltre all’opera audio-video dal vivo L’Arca di Noè (2020, realizzata con Roberto Achenza e Luigi Frassetto), una rilettura per voce e chitarra dell’omonimo album pubblicato da Franco Battiato nel 1982. Con Good Boy (Nesc’i Dischi, 2026), la sua terza raccolta di brani originali, Beeside approfondisce ulteriormente questa ricerca. Il disco è un lavoro intimo e viscerale, fatto di speranza e dolore, coraggio e paura, che racconta vite e affetti trascinati dal vortice degli eventi contemporanei. Quindici canzoni di folk indipendente, scarne e sincere, costruite attorno alla voce e alla chitarra e arricchite da pianoforte, armonica, mellotron, basso elettrico e percussioni. Un album che celebra la capacità di resistere, reinventarsi e continuare a trasformarsi, anche nei momenti più difficili.

1 Agosto 2026 I Feruja
Nel sud della Sardegna, nell’anfiteatro di montagne che separa il Sulcis dal resto dell’isola nasce Feruja. Accomunati dalla passione per il blues primordiale e per le musiche del Mediterraneo, il musicista e voce del progetto Riccardo Spada e il chitarrista e sound designer Andrea Balìa hanno raccolto idee e materiali sonori per la realizzazione di questo progetto. Nel 2026, dopo aver attraversato varie fasi di sperimentazione miscelando i suoni delle chitarre con l’elettronica, il progetto si arricchisce della presenza di Mattia Mele, percussionista specializzato negli strumenti tradizionali dell’Africa occidentale, in particolare djembe e dununs provenienti dalla tradizione musicale mandingue del Mali e della Guinea. I suoni delle chitarre rievocano le influenze che arrivano dal mare come incursioni nemiche, la voce ricrea la dimensione soggettiva tipica dell’animo “blues”, le percussioni dialogano con questi elementi evocando ritmi ancestrali e creando un ponte naturale tra le culture del Mediterraneo e quelle dell’Africa occidentale. Il nome del progetto deriva da una sineddoche della parola ferula, pianta mediterranea. La leggenda popolare sarda narra di una creatura che ingannò il diavolo per rubargli il fuoco. Questa creatura, rovistando di nascosto col suo bastone di ferula fra i tizzoni ardenti, riuscì ad accendere il midollo spugnoso della pianta; così poté uscire indisturbata dall’inferno e donare il fuoco agli esseri umani, ardendo i campi incolti sotto la catena dei monti.

VULCANI | Blues nel Montiferru
Edizione 2026
17 Luglio 2026 | Laino & Broken Seeds (solo)
Presentato da Casizolu ‘e Montiferru e Famiglia Orro
25 Luglio 2026 | Beeside
Presentato da Audarya, The Sardinian Minestrone e Terracuza
1 Agosto 2026 I Feruja
Presentati da Birra Puddu, Cantina Contini e Riso Passiu
COSTO – 50€ – (Ingresso, Cena, Prima consumazione)
ABBONAMENTO – 145 € (tre serate)
PRENOTAZIONI – 0783 552035 | info@anticadimora.com







